Domande - FAQ

 

1. Che cos’è la Dottrina Sociale della Chiesa?

2. Che cos’è l’Umanesimo Cristiano?

3. Come può l’Umanesimo Cristiano contribuire al mondo contemporaneo?

4. Quali sono i testi di riferimento riguardo l’Umanesimo Cristiano?

5. Cosa vuol dire “Human Flourishing”? Perché è importante per il mondo elle imprese?

6. Che cos’è una virtù?

7. Qual è il contributo delle virtù nell’impresa?

8. Come si può comunicare l’Human Flourishing agli imprenditori? [metodo del caso]

9. Quali sono i testi di riferimento riguardo l’Human Flourishing?

10. Che cos’è l’antropologia filosofica?

11. Qual è una buona definizione di etica?

12. Esiste un sistema economico o politico promosso dalla Chiesa?

13. Dottrina sociale della Chiesa è sinonimo di redistribuzione?

14. Che cos’è il secolarismo?

15. Cosa vuol dire secolarismo cristiano?

16. Qual è il rapporto tra sviluppo economico e sviluppo umano?

17. Perché un’università pontificia ha un osservatorio sull’economia?

18. Perché in un’università pontificia si organizzano seminari di storia del pensiero economico?

19. Che cos’è la business ethics?

20. L'ethical management potrebbe aiutare in qualche modo la ripresa dell'economia globale che deve far fronte a un'attuale crisi? O questo momento di crisi piuttosto non sembra adatto per caricarsi (ancora di più) con delle preoccupazioni etiche?

21. La Dottrina Sociale della Chiesa può essere utile ai non credenti?

22. Ci sono casi in cui l'economia non può avere altre leggi che le sue proprie regole di mercato e perciò deve fare a meno dell'etica?

23. Che cosa è l'approccio del win-win nell'economia?

24 Questa non è una domanda, è magari l'idea di fare una selezione di storie o casi di “esito culture-ethics-economy”. Qualcosa così come "positive cases". Ovviamente so che può essere difficile la selezione, ecc. Un esempio che mi sembra interessante. Devo però sapere ancora di più.

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Nell’ospedale Narayana Hrudayalaya di Bangalore, un intervento al cuore costa 2000 dollari contro i 20.000 degli Stati Uniti. Il merito è del dottor Devi Shetty che, come ci spiega Jyothy Karat, inviato di “Le Monde”, ha applicato il fordismo alle operazioni cardiache. Un metodo che democratizza l’accesso alle cure, grazie a una riduzione dei costi e che potrebbe essere applicato anche altrove. I pazienti arrivano dall’Africa, dal Medio Oriente e dall’Asia meridionale. Il primo colloquio spesso è via Skype. I 14 ospedali del gruppo Narayana Hrudayalaya, presenti in 11 città indiane, hanno un giro d’affari di 250 milioni di euro. Il dottor Shetty, che viene considerato un “santo” da molti suoi pazienti, ha optato per interventi a basso costo, non per compassione per i poveri, ma per uno spiccato senso degli affari. La ricetta è razionalizzare tutte le spese. A un secolo da Ford, Shetty ha così ideato le operazioni al cuore “alla catena”. I 29 chirurghi dello stabilimento di Bangalore operano a ritmo di 70 ore alla settimana. “Più un chirurgo pratica, più migliora”, spiega Shetty.

Conclusa la fase degli interventi, il dottor Shetty passa al metodo Toyota, cioè alla qualità totale: “Nel mio ospedale, voglio che l’infermiere sia in grado di dire al chirurgo di cambiare i guanti se sono sporchi”. Le strutture beneficiano anche di sofisticati sistemi informatici. Più di 53.000 pazienti sono stati curati con la telemedicina. Nel prossimo ospedale, in costruzione a Mysore, a 150 km da Bangalore, i 300 posti letti saranno situati tutti su un unico piano, per evitare l’uso di ascensori, e non ci sarà l’aria condizionata, che tra l’altro favorisce l’aumento delle malattie nosocomiali, ma solo un sistema di ventilazione naturale. Il gruppo prevede di investire 830 milioni di euro nella costruzione di 100 nuovi ospedali “low cost”. Intanto ha investito nella costruzione di un ospedale nelle Cayman per i pazienti dei Caraibi, altri sono in programma in Etiopia e nei paesi dell’Est. Il dottor Shetty per ora va dove può. La corporazione dei medici è infatti ancora molto chiusa e non è facile proporre modelli nuovi. Parte del successo dell’impero Narayana Hrudayalaya è anche legato a una medicina pubblica allo sfascio, dove mancano medici e farmaci e i pazienti devono aspettare mesi per un intervento. Per ora il dottor Shetty ha coronato il suo sogno: un ospedale privato che non sia riservato ai ricchi, dove arrivano persone con l’autista e altre coi carretti. Dalla Gran Bretagna sono già arrivati a chiedere qualche consiglio. Intanto il suo ospedale è già diventato oggetto di studio alla Harvard Business School.

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